1 maggio Giovani e lavoro: «costruire Cantieri di Speranza»

1 maggio Giovani e lavoro: «costruire Cantieri di Speranza»

Per la Festa dei Lavoratori con le ACLI di Roma ci siamo ispirati alle parole che il Pontefice ha inviato loro in occasione della II edizione del LaborDì.

«La parola lavoro oggi purtroppo evoca spesso un senso di vuoto […] Come un terreno che frana sotto i piedi, costringendo a camminare in equilibrio precario. Tanti, spaesati e demotivati, rinunciano e vanno altrove, ma ciò, oltre a provocare amarezza, costituisce una sconfitta, perché le risorse non mancano. […] È necessario aprire cantieri di sogni e di speranza, per permettere ai giovani di abbracciare la bellezza di un lavoro dignitoso».

Per la Festa dei Lavoratori 2024, nell’ambito della campagna nazionale “Pace, lavoro e dignità” delle ACLI, con le ACLI di Roma e provincia abbiamo scelto di ispirarsi, con una cartolina che verrà pubblicata sui social dell’associazione, a queste parole di Papa Francesco, che ci ha inviato lo scorso 13 dicembre in occasione della II edizione del LaborDì, la giornata di incontro dei giovani con il lavoro tra valori, orizzonti e strumenti.

In quell’occasione il Santo Padre ha voluto condividere con noi e con tutti i presenti non solo un messaggio, ma quasi un vero e proprio manifesto per il lavoro dignitoso. Oggi, in occasione del 1° maggio, vogliamo farci guidare proprio dalle parole, quanto mai attuali, che ci ha donato il nostro amato Vescovo, perché rappresentano un monito sulla situazione attuale di tanti giovani e allo stesso tempo un faro verso la direzione che dobbiamo tutti insieme intraprendere».

Il lavoro dignitoso on deve essere un miraggio, ma un approdo naturale per tutti, in special modo per i giovani. Per raggiungere questo obiettivo, però, serve un lavoro corale, che coinvolga tutti gli attori del mondo del lavoro, e che mostri, in particolar modo ai giovani, che il lavoro è un valore su cui si gioca la partita della vita, e che un lavoro è dignitoso quando è opportunamente tutelato ed equamente retribuito e quando non è una corsa febbrile e senza fine.